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ARTE E SPIRITUALITA’

(dal libro “ Sulle ali dell’arte – Itinerario creativo tra arte e spiritualità”, di Olga Serina
Secondo l’estetica del periodo classico, il concetto di bello non comprendeva solo ciò che si vede o si sente, ma anche qualità della mente umana, che noi definiamo belle in senso metaforico. I Greci distinguevano due categorie: le arti libere e le arti servili. Quelle libere erano più apprezzate, perché non richiedevano alcuna fatica, erano la musica e la poesia, mentre quelle servili erano l’architettura e la scultura. La pittura solo molto più tardi, fu considerata un’arte libera. L’idea dell’arte nei Greci si riassumeva in un ideale da raggiungere in quanto ad di armonia, bellezza, misura, serenità, bontà, da riscontrare non solo nelle cose, ma anche in sé. L’estetica dell’arte classica è perciò una bellezza di tipo psico-fisica, cioè interiore ed esteriore, comprendente forma e contenuto. Socrate pensa che le belle arti si distinguano dalle altre arti, grazie ad un carattere imitativo e figurativo. Parrasio riconosce che in una statua l’occhio può esprimere l’anima, mentre secondo la concezione pitagorica la bellezza dipendeva dalle proporzioni coerenti ai canoni estetici, per Socrate scaturiva anche dall’espressione dell’anima. Platone si identifica con l’antica idea dei Greci, in quanto sostiene che il bello non è per la vista e l’udito, ma include anche la saggezza, la virtù, gli atti eroici e le buone azioni. Aristotele sostiene che l’arte si possa insegnare, quindi subentra la pratica ma senza il talento la pratica è pressoché inutile. Dato che gli artisti possono riprodurre la realtà, non solo com’è, ma anche più brutta, deformandola, o più bella, idealizzandola, fino a un certo punto l’imitazione è rappresentazione della realtà, per il resto diventa libera espressione. Secondo Aristotele ci sono due tipi di artisti: quelli guidati dall’abilità e quelli che operano per ispirazione. L’arte purifica e soddisfa le esigenze dello spirito, perché è lo spirito che si esprime mentre crea. L’arte è universale. In materia di arte si può essere: un artigiano, un artista, un esperto. Così come l’arte (intesa nel significato più esteso e quindi non solo quella visiva, ma anche la musica, il teatro, la danza) eleva lo spirito umano, similmente la spiritualità si prefigge la stessa finalità, infatti stimola l’essere umano ad innalzare la sua anima verso sfere più alte, anche se, bisogna dirlo, non tutti accedono alla spiritualità attraverso l’arte, pur essendo questo un mezzo semplice e immediato che ci può agevolare il cammino verso quella dimensione, non tutti sanno attingere da questa risorsa. In certi momenti, l’individuo sente la necessità e intuisce la possibilità di potersi elevare verso quelle mete che allo stesso tempo rappresentano origine e fine ultimo a cui egli è destinato a ricongiungersi. Per concludere, aggiungo che, se è vero che non tutti posseggono una spiccata sensibilità verso l’arte, è pur vero che il gusto per l’arte va anche esercitato ed affinato, per apprezzare l’arte prodotta dai grandi artisti anche come espressione della personalità di ciascuno. Questo esercizio dà la possibilità all’essere umano di essere più completo. L’uomo non è solo razionalità e istintività ma è anche fantasia, sentimento, sogno. Egli nel suo viaggio terreno, sente il bisogno di creare un patrimonio artistico e culturale da tramandare ai posteri.
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